Psicoterapia online: funziona davvero?
Negli ultimi anni la psicoterapia online è passata dall’essere una “soluzione di emergenza” a una possibilità concreta e stabile.
Eppure la domanda resta sempre la stessa, sia tra i pazienti che tra i colleghi:
“Ma funziona davvero?”
“È efficace come la terapia in presenza?”
Proviamo a rispondere senza slogan, senza idealizzazioni e senza demonizzarla.Partiamo da una cosa importante: sì, funziona.
Ma non per tutti, non sempre e non allo stesso modo.
E questo vale, a dire il vero, anche per la terapia in presenza.
Cosa si intende per psicoterapia online?
Parliamo di sedute strutturate, condotte da psicoterapeuti abilitati, tramite videochiamata. Non stiamo parlando di chat automatiche, app motivazionali o “consigli al volo”.
È terapia a tutti gli effetti.
Cambia il setting, ma non il lavoro clinico.
I PRO della psicoterapia online
1. Maggiore accessibilità
Questo è forse il vantaggio più evidente. Si rivela molto utile per:
- persone che vivono all’estero
- chi abita in zone con pochi servizi
- chi ha difficoltà motorie, incombenze familiari o orari complessi
- difficoltà emotive altamente invalidanti, come pura di guidare, timore di avere un attacco di panico, ansia sociale…
La terapia diventa possibile, non solo desiderabile.
2. Meno barriere emotive all’inizio
Per molte persone iniziare da casa propria:
- riduce l’ansia
- abbassa la soglia di imbarazzo
- facilita il primo contatto
Non è raro che qualcuno dica: “se avessi dovuto venire in studio, forse non avrei iniziato”, e non possiamo fingere che questi fattori non contino.
3. Continuità terapeutica
Traslochi, viaggi, cambi di vita: la terapia non deve per forza interrompersi.La relazione terapeutica può reggere anche a distanza, se è solida.
4. Efficacia clinica (in molti casi)
La ricerca mostra che per diversi disturbi (ansia, depressione, difficoltà relazionali) gli esiti possono essere comparabili alla terapia in presenza, quindi non si tratta di una terapia “di serie B”.
I CONTRO (quelli veri)
1. Il corpo c’è… ma fino a un certo punto
In presenza:
- si colgono micro-movimenti
- posture
- tensioni fisiche
- silenzi “pieni”
- linguaggio non verbale
Online, una parte di queste informazioni si perde. E per alcuni percorsi centrati su specifiche problematiche (trauma, dissociazione, lavoro corporeo) questo può fare la differenza.
2. Il setting è più fragile
Connessione che salta, coinquilini dietro la porta, animali che fanno irruzione, camera da letto usata come studio.
Il rischio è che lo spazio terapeutico:
- venga “contaminato”
- perda sacralità
- diventi troppo simile a una chiacchierata online con un amico
Serve più attenzione, da entrambe le parti.
3. Non è adatta a tutte le fasi della vita
In alcuni periodi di vita la presenza fisica può essere necessaria, non opzionale, come nei casi di:
- grave scompenso
- crisi acute
- rischio per la sicurezza
La terapia online non deve diventare una scorciatoia quando servirebbe altro.
4. Illusione di controllo
Essere “a casa propria” può dare una sensazione di sicurezza… ma anche permettere:
- evitamenti
- disconnessioni emotive
- maggiore controllo sul contatto
A volte spegnere la webcam è più facile che restare in una stanza.
Quindi: è meglio o peggio della terapia in presenza?
La risposta più onesta è: dipende dalla persona, dal problema e dal momento.
La vera domanda non è:
“La psicoterapia online funziona?”
ma piuttosto:
“Questa modalità è adatta a me, adesso?”
Opinione chiara e senza ambiguità
La psicoterapia online è uno strumento valido, serio e clinicamente utile.
Non è un ripiego, ma una possibilità in più.
Allo stesso tempo:
- non sostituisce sempre la presenza
- non va idealizzata
- richiede competenze specifiche anche al terapeuta
Il cuore della terapia resta lo stesso, e i fattori che non possono mai mancare sono:
- la relazione
- la possibilità di pensare insieme
- la sicurezza emotiva
Lo schermo non crea questo da solo.
Ma non lo impedisce, se il lavoro è fatto bene.
Consigli pratici per il setting della psicoterapia online
La terapia online non “funziona da sola”: il setting conta, eccome.
Curarlo non è un dettaglio tecnico, ma parte del lavoro clinico.
Alcuni accorgimenti fondamentali:
1. Uno spazio dedicato (per quanto possibile)
Idealmente:
- una stanza chiusa
- porta chiusa
- nessuno che possa entrare o ascoltare
Se non è possibile, è importante dichiararlo e pensarci insieme in terapia, anche questo è materiale clinico.
2. Privacy reale, non solo “sentita”
Usare:
- cuffie
- notifiche disattivate
- telefono in modalità silenziosa
Sapere di non essere ascoltati permette di andare più in profondità.
3. Dispositivo stabile e posizione del corpo
Meglio evitare:
- sedute dal letto
- telecamera troppo distante o troppo ravvicinata
- terapia “in movimento”
Il corpo c’è anche online, e merita uno spazio riconoscibile.
4. Rituali di inizio e fine
Può aiutare:
- arrivare con qualche minuto di anticipo
- prendersi 2–3 minuti prima e dopo la seduta
- non passare immediatamente a mail, lavoro, social
Questo protegge la cornice emotiva dell’incontro.
5. Parlare apertamente delle difficoltà online
Connessione, imbarazzo, silenzi strani, stanchezza da schermo: non sono “problemi tecnici”, ma materiale terapeutico.
Nominarli rafforza la relazione, non la indebolisce.
Quando è meglio considerare la psicoterapia in presenza
Ci sono situazioni in cui la domanda non è:
“preferisco online o in studio?”
ma
“di cosa ho davvero bisogno adesso?”.
Può essere importante valutare la terapia in presenza quando:
- c’è una crisi acuta o un forte rischio per la sicurezza
- sono presenti grave dissociazione, scompenso o ritiro marcato
- il lavoro è fortemente centrato sul corpo, sul trauma complesso o sulla regolazione somatica
- la terapia online diventa un modo per evitare il contatto più che per facilitarlo
- si sente un bisogno chiaro e insistente di presenza fisica come contenimento
In questi casi, la presenza non è “migliore in assoluto”, ma più adeguata.
E a volte la scelta più clinica è anche la più semplice: sentire che da soli, davanti a uno schermo, non basta.
Un punto chiave (spesso sottovalutato)
La psicoterapia online non è una scelta “una volta per tutte”.
Può essere:
- una fase
- un ponte
- un’alternanza
- un inizio che porta poi alla presenza
Cambiare modalità non è un fallimento, ma un segnale di ascolto dei propri bisogni.
In conclusione
Se stai valutando la psicoterapia online:
- non chiederti se “vale meno”
- chiediti se ti permette di iniziare, continuare, restare
A volte, iniziare è già una cura.